ELENA FERRARA

APPROVATO IL CODICE SPETTACOLO: “Al centro qualità, formazione e attenzione per i lavoratori del settore”

“Oggi in aula si è chiuso con l’approvazione del Codice dello Spettacolo un lungo percorso di lavoro e approfondimento che mette a sistema il settore della produzione culturale e delle arti performative e da una risposta a quei bisogni di accesso al patrimonio che sappiamo essere fondamentali”. Lo dichiara la Senatrice Elena Ferrara, capogruppo Pd nella Commissione Cultura di Palazzo Madama, ricordando in particolare l’attribuzione annuale del 3% del FUS, alcuni milioni di euro, al finanziamento del piano delle arti, previsto dal decreto legislativo 60/17 sul sostegno alla creatività per ogni ordine di scuola. “E’ fondamentale – spiega la Senatrice Democratica – promuovere l’esperienza artistica nel sistema d’istruzione: la cabina di regia MIUR e MIBACT ha il compito di mettere a sistema una concreta formazione alle arti performative, interfacciandosi con il mondo produttivo artistico, gli enti culturali e il terzo settore”.

“Proprio l’incremento delle risorse per il FUS (si arriverà a 360 milioni nel 2020), l’estensione dell’Art Bonus a tutti i settori dello spettacolo e la stabilizzazione di incentivi fiscali come il taxcredit – aggiunge Ferrara – assicureranno le coperture per l’applicazione del Codice, favorendo, peraltro, incentivazioni per i giovani e innovazione in un’ottica di valorizzazione di tutti i linguaggi espressivi, compresa la musica popolare contemporanea”.

Determinante anche l’attenzione rivolta al welfare dei lavoratori dello spettacolo, legato alla tipicità di queste professioni. “Un recente rapporto della CGIL – precisa Ferrara – evidenzia che solo il 4,2% dei 140mila lavoratori dello spettacolo supera un reddito netto annuale di 25mila euro, mentre il 51% non arriva a 5mila euro. Affrontare questo tema nella delega è stata una priorità ed ora seguiremo con grande attenzione i decreti attuativi. Favorire l’educazione e la formazione permanente in questi settori è elemento imprescindibile per la promozione della ricerca e dell’innovazione artistica, oltre che per l’incremento della capacità critica del pubblico e quindi la crescita della domanda di qualità con conseguenti ricadute occupazionali per l’industria creativa del nostro Paese”.

 

Guarda il mio intervento in Aula durante la discussione del provvedimento.

Qui una sintesi per punti del Codice dello Spettacolo – DISEGNO DI LEGGE n.2287/bis:

– Rilancio e sviluppo di tutto il settore Spettacolo

– Valorizzazione della qualità delle produzioni e sviluppo dei processi di internazionalizzazione favorendo la mobilità artistica e la circolazione delle opere

– Incremento del Fondo unico per lo spettacolo (FUS). 19 milioni in più per il biennio 2018/2019 che diventeranno 22,5 milioni dal 2020, per una cifra complessiva di 360 milioni di euro (a fronte dei circa 330 ml odierno).

– Attribuzione annuale del 3% del FUS alle scuole per attività inerenti lo spettacolo.

– Inserimento dei carnevali e delle rievocazioni storiche all’interno delle attività di Spettacolo riconducibili al FUS.

– Estensione ART-BONUS (credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a favore della cultura) a tutti i settori dello spettacolo

– 4milioni di euro per il 2017 destinati alle regioni colpite dal sisma (Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria) per attività culturali di spettacolo

– Sviluppo dei progetti culturali per la valorizzazione delle periferie e delle aree disagiate.

– Istituzione del “Consiglio Superiore dello Spettacolo”, per dare indirizzi strategici al Ministro e per garantire trasparenza;

– Riconoscimento del valore formativo ed educativo dello spettacolo, per favorire integrazione e contrastare disagio sociale;

– Individuazione di beni e immobili pubblici non utilizzati o in stato di abbandono da concedere per attività di spettacolo;

– Attivazione di piani straordinari per ristrutturazione e aggiornamento tecnologico di teatri o spazi destinati a spettacolo per i Comuni al di sotto di 15mila abitanti;

– Sostegno alla musica popolare contemporanea;

– Agevolazioni fiscali per i progetti presentati da giovani under 35;

– Incentivi per la produzione musicale delle opere di artisti emergenti per prime, seconde e terze opere.

– Riconoscimento del valore della danza classica e contemporanea e della tradizione dei copri di ballo italiani