ELENA FERRARA

Condanna a morte per Ahmad: non ci arrendiamo

La notizia della condanna di Ahmad è stata comunicata ieri dalla moglie e confermata ufficialmente dalla Farnesina: la motivazione della sentenza capitale parla di “contatti con Israele”. E’ certamente un duro colpo per tutti coloro che si sono mobilitati in questi mesi, ma non intendiamo arrenderci. Con i colleghi senatori Luigi Manconi ed Elena Cattaneo presenteremo in giornata un’interrogazione urgente al Ministro degli esteri Alfano e rilanceremo le iniziative, unitamente alla rete dei ricercatori colleghi di Ahmad e a tutti coloro che in questi mesi hanno portato il loro contributo, con il sostegno concreto della Svezia che ha già preannunciato un suo deciso intervento. #SaveAhmad

 


Djalali, appello dei Senatori ad Alfano: salviamo il ricercatore condannato a morte per non aver voluto spiare l’Europa

Oltre un terzo dei membri del Senato della Repubblica, di tutti i gruppi parlamentari, ha sottoscritto un’interpellanza urgente al Ministro degli Esteri Angelino Alfano per scongiurare l’esecuzione del dr. Ahmadreza Djalali, medico ricercatore iraniano di 45 anni, condannato a morte dal giudice del Tribunale rivoluzionario, Abolghasem Salavati, la scorsa settimana. Restano meno di venti giorni per fare appello contro la sentenza. Lo comunicano la Sen.ce a vita Elena Cattaneo, il Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, Sen. Luigi Manconi, e la Sen.ce Elena Ferrara, promotori dell’iniziativa.

“Con il testo depositato, sostenuto trasversalmente da oltre centoventi colleghi, crediamo si rappresenti appieno l’urgenza dell’intervento che si richiede al nostro Governo”.

“L’interpellanza – continuano i senatori – ricostruisce la vicenda e la storia accademica di Ahmadreza Djalali che è stato docente e ricercatore in Medicina dei disastri presso varie Università europee, in Italia, in Svezia e in Belgio, sottolineando come le autorità iraniane stiano realizzando un processo alla conoscenza nella persona di un ricercatore il cui unico torto sembra l’essersi più volte rifiutato – come rivelato da un articolo di Nature del 23 ottobre scorso – di fare da spia per l’Iran nei confronti dei Paesi in cui svolgeva l’attività accademica”.

La circostanza getta ulteriori ombre sulla vicenda, che ripete quanto raccontato da altri ricercatori iraniani come Omid Kokabee, rilasciato nell’agosto del 2016 dopo 5 anni di prigionia, o il dottore di ricerca in finanza Hamid Babei che sta scontando sei anni di prigione. L’Iran punisce, arresta, detiene e, in questo ultimo tragico caso, condanna a morte gli studiosi che si rifiutano di compiere attività di spionaggio in danno dei propri colleghi.

Con l’interpellanza urgente depositata si chiede, in particolare, di “conoscere quali iniziative il Governo italiano abbia adottato nei mesi scorsi, come dichiarato dal Ministro degli Esteri Angelino Alfano il 23 ottobre 2017, e quali ulteriori passi intenda tempestivamente adottare alla luce dell’aggravarsi della situazione, sia attraverso la propria Sede diplomatica, sia coinvolgendo le Istituzioni europee ed in particolare l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, per scongiurare l’esecuzione della sentenza di messa a morte e restituire alla libertà il dr. Ahmadreza Djalali“.

I senatori osservano in conclusione che “Un ricercatore recluso e in predicato d’esecuzione è un fatto inaudito che deve essere vissuto dalla comunità degli Stati liberi al pari di un’aggressione al corpo diplomatico o ad un soldato in servizio di peacekeeping”.

Aggiornamento del 24 ottobre 2017


Caso Ahmadreza Djalali: Domani una delegazione in Ambasciata Iran a Roma

Domani alle ore 12.30 una delegazione composta dalla Sen. Elena Ferrara, dal Sen. Luigi Manconi e dal Direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini, verrà ricevuta dall’ Ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran in Italia, Jahanbakhsh Mozaffari. La delegazione consegnerà all’ambasciatore il testo dell’interpellanza, indirizzata al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano, a proposito della sorte del medico iraniano Ahmadreza Djalali. L’interpellanza, sottoscritta da oltre centotrenta senatrici e senatori appartenenti a tutti gli schieramenti politici, chiede che venga scongiurata la condanna a morte di Ahmadreza Djalali. Il medico iraniano, ricercatore nel campo della medicina dei disastri, da anni lavora in numerosi Paesi europei e presso l’Università del Piemonte Orientale. Sabato scorso, una Corte rivoluzionaria ha decretato la sua condanna a morte per aver intrattenuto rapporti con paesi stranieri. La sua sorte ha suscitato grande emozione e ha dato vita a iniziative di solidarietà in diversi Paesi europei e in tutta la comunità scientifica.

Aggiornamento 26 ottobre 2017

 

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