ELENA FERRARA

Il mio impegno da presidente nazionale della SIEM a parlamentare “per la musica”, nel nuovo numero di Musica Domani

Care amiche, cari amici,

è uscito il nuovo numero di “Musica Domani“, il semestrale di cultura e pedagogica musicale. “Nelle pubblicazioni di quest’anno – spiega nel suo editoriale Gianni Nuti – si parla di una relazione, quella tra musica ed emozioni, che rappresenta una scoperta recente e non un sapere consolidato, sebbene tutti la vivano da millenni […] la musica riesce a scuotere stati emotivi senza che la mente opponga troppi ostacoli”.

Parole che faccio mie e che mi confermano una volta in più la bontà del progetto cui ho avuto il piacere di collaborare con un mio articolo, che trovate a pag. 99 del volume qui sotto, dal titolo “Da presidente nazionale della SIEM a parlamentare “per la musica”.

Ho intrapreso la mia esperienza amministrativa mentre rivestivo la carica di Presidente nazionale Società Italiana per l’Educazione Musicale, a metà degli anni ’90, e non nascondo di aver maturato, proprio in quel periodo di volontariato culturale, un’esperienza significativa. Dal 2013 in commissione Diritti umani, dal 2014 in Istruzione e cultura al Senato e dal 2015 come componente della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza ho cercato di dare il mio contributo con l’ottica, qualcuno potrebbe dire “partigiana”, di chi si adopera per valorizzare l’esperienza musicale ed artistica nella scuola e negli Enti Locali. Un contributo che porto avanti come presidente dell’Intergruppo parlamentare “Per la musica”, di cui sono presidente, per promuovere normative in grado di riportare la musica e le arti al centro dei percorsi formativi in Italia. Penso al “ddl Abbado”, di cui sono prima firmataria, o anche al decreto legislativo 60/17, figlio della delega alla legge 107, Cultura umanistica, che intende garantire il diritto alle arti delle nuove generazioni. Lo Stato – e lavoro in tale direzione – saprà nel prossimo futuro investire e sostenere tutto il comparto cultura, dalla scuola agli operatori del settore. Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, arti decorative e design, scrittura creativi: i linguaggi artistici troveranno più spazio all’interno dei percorsi formativi nel nostro Paese. Impegno per rendere esigibile per tutti il diritto alle arti e alla creatività in un’ottica di educazione permanente, un dovere delle istituzioni che valuto ormai inderogabile.

Perché la musica è armonia, solidarietà, unione contro la solitudine; contro la cultura dell’individualismo e a favore del principio di dialogo. E allora anche le belle letture, meglio ancora se trattano di musica, vanno condivise!

 

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