Elena Ferrara

In visita alla Casa Circondariale di Novara

Ieri mattina, sabato 9 novembre, ho accompagnato una delegazione dei Giovani Democratrici in visita alla Casa Circondariale di Novara, assieme a Fabio Fazio, componente del Forum nazionale giustizia del Partito Democratico,  e a Franca Biondelli.

Ringrazio la direttrice dell’istituto, Rosalia Marino, con la quale mi sono interfacciata nelle settimane precedenti in qualità di membro della Commissione Diritti umani.  La disponibilità della direttrice  ha permesso ai Giovani Democratici in delegazione di vivere “un’esperienza entusiasmante”. Così è stata definita nel comunicato stampa diramato dai Gd al termine della mattinata (da scaricare qui).

Politiche di reinserimento, vita e realtà carceraria, ruolo delle carceri e spazio nella società e nella comunità in cui si trovano, sono le tematiche affrontate durante l’incontro.  Le carceri e la loro condizione sono infatti indice di democrazia e di civiltà, per questo vanno intese sia come luogo di detenzione sia come passaggio per un reintegro in quella società che i detenuti incontreranno domani. Teatro, tipografia, possibilità di poter lavorare esternamente le mura del carcere, corso di genitorialità assieme alla possibilità di fruire ad una tensostruttura per le attività culturali, sono solo alcune delle eccellenze della Casa Circondariale novarese.

La Casa Circondariale di Novara rappresenta un’eccezione, a ben guardare un’eccellenza, rispetto al quadro nazionale, dove invece il sovraffollamento produce conseguenze e costi sociali che non possiamo sottovalutare, soprattutto a tutela del personale carcerario, troppo poco ascoltato dalla politica.

 

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